giovedì 28 aprile 2011

E' come fare un fumetto alla fine dei conti. O iniziare un qualsiasi tipo di impegno. Va concluso. Soprattutto se sei pagato per questo (e posso dire di esserlo in fondo, no?).
Tu un lavoro fatto bene lo concludi, anche se poi ti rendi conto che non ti piace. Fa parte del gioco trovare il modo migliore di arrivare alla fine.
 Insomma devo finire quello che ho iniziato. E poi si vedrà. Ecco si la penso così ora. Ora. Meglio scriverlo.

Qualcuno mi ha fatto notare nel mio entusiasmo iniziale per molte cose una sorta di debolezza. Mi ha fregato gia non poche volte in effetti.

però il poli mi fa proprio cagare
     non sputare nel piatto in cui mangi, maleducato!


Ma come sarebbe bello senza alcun limite fisico e burocratico? Io faccio due anni al poli, imparo, poi via in belgio a provare come si sta un anno la -uou mi piace!- allora, se uno dovesse seguire l'ordine naturale delle cose. Sarebbe meglio per me starmene qua. Però questo implica un sacco di magagnone noiose e inutili. E alla fine dei conti (per quanto possa essere interessante l'istruzione) arriva il momento in cui dici: Arrete! Ho voglia di fare qualcosa per me. Di raccontare qualcosa come io voglio. Posso resistere ancora tanti anni?


Forse i limiti servono a questo. Io so che ho una triennale da finire, devo finirla. 


che palle però.
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